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Lombardia

MANTOVA "CITTA' DEI GONZAGA", NAVIGAZIONE TRA MINCIO E PO, ATTRAVERSANDO LE CHIUSE DI LEONARDO

Sabbioneta, un sogno che si realizza con la pietra, l'antico Monastero di San Benedetto. Visita del Santuario Mariano delle Grazie.

3 Giorni/2 Notti

Itinerario di viaggio

3 Tappe
LOC. D’ORIGINE – SABBIONETA – MANTOVA
Giorno 1

Nelle prime ore del mattino ritrovo dei Signori Partecipanti in sede. Incontro con l’accompagnatore. Sistemazione sul pullman GT e partenza per il mantovano. Arrivo a Sabbioneta e visita guidata della prima città moderna, costruita interamente secondo i canoni Rinascimentali, e prodigiosamente giunta pressoché intatta sino ad oggi. Difesa da una cortina muraria a pianta stellare, la rete ortogonale delle sue vie ospita tutto quanto a una capitale si conviene: il Palazzo Ducale, la piazza, il Palazzo del Giardino, la zecca, il Teatro all'Antica e tutto in forme e ornati degni di un re. Il teatro, ad esempio: fascinoso d'aspetto e storicamente memorabile, essendo il secondo dei tempi moderni. Ancora, tra le meraviglie, i soffitti intagliati in legno di cedro, la galleria-museo lunga ben cento metri, la sorprendente chiesa dell'Incoronata, con la statua di Vespasiano, ritenuta in assoluto tra le più belle del secolo. Ma Sabbioneta è anche altro. Gli affreschi con le storie di Enea o le vedute di monumenti come il Colosseo, la colonna di Minerva, una scritta esplicita (all'esterno del teatro: Roma quanta fuit ipsa ruina docet) e altri riferimenti inducono a ritenere che il principe, ancora sotto l'impressione del sacco del 1527, nel costruire la sua capitale abbia inteso recuperare e riproporre in riva al Po i valori di civiltà rappresentati dalla città Eterna. Durante la visita, sosta per il pranzo in ristorante. Al termine si raggiunge Mantova, sistemazione in hotel. Cena e pernottamento.
MANTOVA
Giorno 2

Prima colazione in hotel. Intera giornata di visita guidata di Mantova, città unica piena di fascino, avvolta dai laghi e dall’armonia dei suoi palazzi e dalle sue piazze rinascimentali. Nel cuore della città si trova Piazza Sordello, un grande rettangolo di ciottoli circondato dalla storia che le pietre antiche raccontano. Qui i Gonzaga nel 1328 conquistavano la città, spodestando i Bonacolsi. Punto focale: la chiesa cattedrale di San Pietro, testimone di tre epoche. A destra della cattedrale, la Magna Domus e il Palazzo del capitano duecenteschi, congiunti a quello detto del plenipotenziario. A sinistra invece, il settecentesco Palazzo già dei marchesi Bianchi, diventato sede vescovile e, a chiudere, il duecentesco imponente palazzo Bonacolsi, ora dei marchesi Castiglioni, dietro il quale svetta la torre bonacolsiana, con la gabbia nella quale venivano rinchiusi i malfattori. Un voltone separa Piazza Sordello dal centro storico e mercantile di Mantova. Piazza Broletto con la fontana dei delfini al centro, da una parte l'arco dell'Arengario dall'altra la Torre Comunale con la campana civica racchiudono la mole imponente del duecentesco Palazzo del Broletto. Sulla facciata, in una nicchia ad arco acuto, la statua scolpita da un ignoto artista veronese del XIII sec. rappresenta “VERGILIUS MANTUANUS POETARUM CLARISSIMUS” il sommo poeta mantovano Virgilio. Per antica tradizione popolare, la statua è diventata però “Vecia Mantua”, la Vecchia Mantova, alla quale ogni forestiero doveva rendere omaggio quando entrava per la prima volta in città. Il cuore di Mantova batte in piazza delle Erbe, salotto cittadino, e, come piazza Sordello, compendio della sua storia, raccontata dalle pietre nelle diverse epoche. L'occhio si fissa subito sulla Rotonda di San Lorenzo. A fianco della Rotonda, ecco il maestoso Palazzo della Ragione costruito nel 1250 con al piano nobile un immenso salone affrescato nel XIII sec. La casa del mercante, dalla facciata che è un ricamo di terracotta. Dominano l'animatissimo spazio le moli imponenti della Basilica di S. Andrea, della Torre e del Palazzo del Podestà (angolo suggestivo il sottoportico dei Lattonai), della Torre (Luca Fancelli, 1473) con l'orologio di Bartolomeo Manfredi datato 1493. Durante le visite, sosta per il pranzo in ristorante con menù tipico mantovano. Cena e pernottamento in hotel.
MANTOVA – NAVIGAZIONE MINCIO E PO – MONASTERO DI SAN BENEDETTO IN POLIRONE – SANTUARIO MARIANO DELLE GRAZIE – LOC. D’ORIGINE
Giorno 3

Prima colazione in hotel. Al mattino navigazione dai Laghi mantovani fino al Po, attraversando le chiuse di Leonardo. Si parte dai Laghi di Mantova dai quali si ha un’inedita visione del centro storico della città Virgiliana per poi raggiungere la Vallazza, una zona umida creata dal Mincio, di grande interesse naturalistico per la peculiarità della sua flora e fauna e sito di interesse comunitario. Arrivati a Governolo, si accede alla chiusa di navigazione che consente al nostro natante di superare il dislivello fra Mincio e Po. Si prosegue in un tratto mediano del Po, massimo fiume italiano. Sbarco a San Benedetto Po per la visita guidata del Monastero di San Benedetto in Polirone, fondato nel 1007, monastero collegato con le abbazie di Cluny e di Montecassino. Ma soprattutto è stato il Monastero amato da Matilde di Canossa che qui decise la sua sepoltura. La Chiesa attuale è opera di una trasformazione avvenuta nel '500 per opera di Giulio Romano che avvolge come in uno scrigno prezioso la chiesa di Santa Maria del XI sec. con splendidi mosaici che si svolgono come un tappeto d'immagini nella zona del coro. Si possono ammirare ancora oggi i chiostri, la sala del refettorio dipinta da Correggio, il cortile dei pellegrini, il chiostro dei secolari, la casa dell'abate, la biblioteca, l'infermeria, la sala del capitolo, la cantina, l'orto officinalis e le celle dei monaci che oggi ospitano il museo della civiltà contadina. Una rassegna di oggetti di straordinaria importanza della cultura popolare padana: carri, attrezzi e arnesi usati nei campi, oggetti d'uso comune impiegati nelle case. È allestita inoltre, un'interessante sezione dedicata ai Burattini. Pranzo in ristorante con menù tipico. Nel pomeriggio con il pullman si raggiunge il Santuario della Beata Vergine Maria, costruito fra il 1399 e il 1406 come ex voto dopo la peste. Visto da fuori è una delle tante chiese gotiche, ma è l'interno a sbalordire, per il repentino cambiamento. Appeso alla volta, un coccodrillo, mentre le pareti sono occupate dalle impalcate che, nelle nicchie, accolgono la sequenza di 53 statue a grandezza naturale, vestite, fatte di tela e fogli di carta incollati a strati. Risalgono ad un arco di tempo fra il '600 e '800. Il complesso, delicato restauro dovuto nel 2000 ad uno sponsor privato, le ha restituite ai colori originari. Raffigurano sovrani, papi, guerrieri, dame ma anche scene macabre di esecuzioni capitali o di torture. Il Santuario, luogo di devozione mariana e meta di pellegrinaggi, è un'autentica wunderkammer (stanza delle meraviglie), popolata di tavolette votive e di ex voto anatomici. Ma è anche pantheon gentilizio: in una cappella laterale, il sepolcro di Baldassar Castiglioni disegnato da Giulio Romano. Ogni Ferragosto nel piazzale del Santuario si radunano i madonnari di tutto il mondo per disegnare con i gessetti colorati sul sagrato del Santuario. Al termine partenza per il viaggio di rientro in sede, con arrivo previsto in serata.
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